martedì 27 agosto 2013

MURASAKI BABY, una 'fermata' metropolitana nella storia dell'illustrazione e una tappa italiana del game concept internazionale

DOV'E' LA MAMMA? 
Un viaggio dove a mettersi in gioco è la raffinata capacità di simulare gli archetipi


Murasaki Baby, screenshot, courtesy by Ovosonico (C)

Tornano dalla Gamescom soddisfatti i ragazzi di Ovosonico, nuova casa di game production diretta da Massimo Guarini con sede a Varese e vincitori Gamescom 2013 Best Indie Game, anche perché l'Italia finalmente ha sostenuto con articoli (qui Repubblica) e servizi televisivi il lancio per PS Vita di MURASAKI BABY.

Murasaki Baby, screenshot, courtesy by Ovosonico (C)

In attesa di andarli a trovare e di intervistarli al rientro, vi anticipiamo alcuni screenshot che gentilmente ci hanno inviato per dirvi che ci piace la loro raffinata capacità di interpretare il tema del sentiero tipico delle favole con un disegno che secondo noi è una fermata metropolitana di tanta storia dell'illustrazione, capace di mixare Lele Luzzati e Tim Burton, ma anche Odilon Redon e Miyazaki, per dirne alcuni.

Murasaki Baby, screenshot, courtesy by Ovosonico (C)

Il gameplay, essenziale e curato in ogni dettaglio, è capace di trascinarci nel gioco solleticando i nostri complessi meccanismi psicologici e ludici, scovando e riabilitando archetipi, ribaltando l'approccio all'ostacolo proprio come è ribaltato il sorriso sul volto della bambina. Alcune geniali soluzioni grafiche infatti si intrecciano nel gameplay trasformando il gioco di ricerca in puzzle game con tinte da graphic novel.

Col dito cambiamo scenari, mutiamo colori, apriamo e chiudiamo le quinte ludiche dei livelli di gioco, in una rappresentazione coinvolgente perché essenziale ed artisticamente di qualità.
Produrre videogames in Italia potrebbe non essere una lotta contro i mulini a vento...

Murasaki Baby, screenshot, courtesy by Ovosonico (C)

Ritorneremo su Murasaki Baby molto presto.

(Debora Ferrari)



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