lunedì 18 maggio 2020

VIDEOLUDICA: dal 20 maggio un nuovo format italiano per le game art e gli sviluppatori



Il mondo delle arti digitali e delle arti interattive non si è mai fermato neanche in questo momento.

Il nostro impegno per far conoscere i protagonisti delle Game Art continua, anche se le mostre e le fiere sono state rimandate in autunno.

Proseguiamo le pubblicazioni e le attività perché è importante avere attenzione per chi lavora nelle arti digitali, altrettanto importanti quanto le classiche.

Se vuoi scoprire come lavorano gli Artisti Digitalisti, cosa fanno gli sviluppatori e cosa sono le Game Art, seguici sui nostri canali social per entrare in diretto contatto con gli autori e scoprire gli eventi e gli interventi che E-Ludo Lab e Neoludica stanno portando avanti per il loro pubblico.


 Palinsesto
*dove non ci sono le date, saranno pubblicate a seguire

1.     Valeria Favoccia - 20/05 ore 19.00 su Instagram canale E-Ludo
2.     Federico Vavalà - 27/05
3.     Cristiano Bonora - 01/06
4.     Claudia Gironi - 03/06
5.     Detective Gallo (De Angelis Brothers) - 05/06
6.     Luca Baggio - 10/06
7.     Mauro Perini - 12/06
8.     Alessandro Dimauro - 17/06
9.     Federico Ferrarese 19/06
10.  Ivan Porrini
11.  Francesco Delrio
12.  Samuele Arcangioli
13.  Daniele Masera
14.  Filippo Scaboro
15.  Daniele Bernalda
16.  Francesco Toniolo
17.  Debora e Luca di Neoludica


Il primo appuntamento è con Valeria Favoccia a cui abbiamo fatto alcune domande.


1. chi sono e cosa faccio, ruoli e legame con Neoludica
Mi chiamo Valeria Favoccia, sono una disegnatrice di fumetti, illustratrice di giochi da tavolo e character designer. Con Neoludica mi occupo di condurre Workshop, interventi, live painting e progetti vari atti alla divulgazione del mio mestiere, di come è attivamente e costantemente contaminato dall'arte videoludica, della mia personale esperienza in campo videoludico (per quanto riguarda la parte artistica) ed inoltre educare, soprattutto i più giovani, al linguaggio del videogioco.
2. che tipo di game art/attività produco per me e per altri
Per quanto riguarda il campo della game art, sono conosciuta per lo più per i miei tributi (o fanart) che in alcuni casi mi hanno poi portata anche a lavorare ufficialmente per il titolo in questione (come nel caso di Assassin's Creed ®).
Ho collaborato anche con alcuni studi (come Invader Studios, per Nightmare 1998) in qualità di collaboratore esterno per il character design. 
3. come vedo l'arte digitalista in questo nuovo scenario culturale
Nel periodo storico in cui viviamo, credo sia parte integrante dell'arte per come viene tradizionalmente concepita, qualsiasi sia il mezzo ed il fine.
Nel nostro territorio sotto alcuni aspetti, è ancora un settore molto sottovalutato, ma credo che un pittore digitale non abbia nulla da invidiare ad un pittore tradizionale, in quanto condividono la stessa abilità, impegno e bagaglio culturale.
Sono contenta di fenomeni come Neoludica, perché la loro missione è proprio quella di far conoscere al pubblico ed agli appassionati questa corrente artistica.


L'arte è in Gioco! Seguici sui nostri canali per incontrare gli autori delle game art e dei videogiochi, E-Ludo Lab e Neoludica propongono la Game Culture da 11 anni con eventi e libri.



sabato 8 febbraio 2020

SCREENSHOT



Fotografie virtuali di Emanuele Bresciani e Immagini alla deriva di giovani artisti dell’Accademia G. Carrara di Bergamo e dell’Accademia di Belle Arti di Verona

Luzzana, Museo d’Arte Contemporanea – Donazione Meli – Ex chiesa di San Bernardino da Siena
Inaugurazione: sabato 8 febbraio 2020 ore 18.00
Apertura: 9-29 febbraio 2020
mercoledì ore 14.30-18.00; sabato 9.30-12.00; domenica 15.30-17.30



Emanuele Bresciani è un reporter da nuovi mondi, quelli virtuali, le cui mappe si propagano ogni giorno di più nelle cartografie terrestri, nella vita, nel lavoro, nell’arte. I suoi sono reportage nelle sterminate lande retroilluminate dei videogame dove andare attraverso lo schermo, lo specchio contemporaneo di Alice, e fare ritorno con la giusta provvista per la fame di immagini è obiettivo di un’operazione complessa ed esperta che non ha nulla da invidiare alla Fotografia con la “F” maiuscola cui siamo abituati da quasi due secoli. Emanuele è uno dei pionieri a livello mondiale di una nuova arte: la Virtual Photography, conosciuta anche come In-Game Photography.
La sua personale al Museo d’Arte Contemporanea-Donazione Meli di Luzzana, nella suggestiva sede distaccata dell’ex Chiesa di San Bernardino, è una prima mondiale che parla italiano. Come The Art of Games ad Aosta nel 2009 (con tanto di benedizione del CNR) da parte di Neoludica Game Art Gallery, progetto ideato e seguito da Debora Ferrari e Luca Traini (curatori del catalogo di questa mostra e alle cui esposizioni le foto di Bresciani sono sempre presenti), o la partecipazione della stessa alla Biennale d’Arte di Venezia del 2011. I lavori di Emanuele (in copertina uno splendido scatto da Uncharted 4sono le prime opere di Virtual Photography d’autore a essere esposte al di fuori dell’abituale circuito di fiere ed eventi strettamente legati al mondo dei videogiochi.


La Virtual Photography nasce come esperimento di riproduzione della fotografia classica all’interno dei mondi virtuali dei videogame tramite un software interno ai giochi stessi: il Photo Mode. In un’intervista rilasciata a Rolling Stone lo scorso anno l’artista ha descritto in modo efficace i suoi esordi e l’approccio a questa nuova tecnologia e alla sua estetica: “Nel 2004, su una Playstation2 all’avanguardia come non mai, un ispirato Kazunori Yamauchi decide di inserire per la prima volta in un videogioco un software capace di catturare immagini di gioco ricreando una macchina fotografica virtuale all’interno del suo capolavoro Gran Turismo 4. E’ stata una iniziativa pioneristica ed epocale, le cui ripercussioni sono tuttora presenti nell’hardware delle console Sony. Io c’ero, le mie foto piacquero agli amici e spopolarono nei forum di quel tempo, e quella è stata la mia prima esperienza con la Virtual Photography. Nel 2009, un giornalista della rivista Edge di nome Duncan Harris mise online un sito chiamato deadendthrills.com che mi appassionò e motivò a tal punto da mettere online un mio sito di in-game photography chiamato electricblueskies.com (2010-2016)”.
Un fenomeno diventato di massa negli ultimissimi anni, specie fra i giovani. Con l’avvertenza che, come per la fotografia in generale non basta avere in mano una macchina per diventare veri fotografi, per essere dei virtual in-game fotografi non è sufficiente congelare in uno scatto uno screenshot qualsiasi. Anche in questa dimensione virtuale bisogna saper cogliere l’attimo di una scena cruciale, l’istante e i chiaroscuri che rivelano la psicologia di un protagonista, il momento particolare di un’atmosfera che emana da una relazione fra personaggi o da un paesaggio che può anche esulare dal percorso abituale del gioco.


E Bresciani, acuto visitatore di questi mondi, è padrone assoluto di queste pennellature, dando vita a contenuti assolutamente unici e originali, spesso trascendendo il videogioco stesso e restituendo immagini a metà tra la fotografia, il dipinto a olio e l’artwork classico a matita o carboncino: “Uno scatto nasce da un insieme di fattori, il più importante dei quali è l’avere vissuto il gioco a tal punto da averne carpito l’anima e lo spirito più profondi. Diversamente dalla fotografia classica, che si basa sul cogliere un attimo irripetibile in un mondo in perenne movimento e mai uguale a se stesso, la Virtual Photography tende invece a condensare in uno scatto irripetibile un’esperienza lunga anche 50 ore. Perché solo dopo svariate ore in un gioco puoi cogliere le espressioni più singolari di un personaggio, animazioni uniche, piccoli tocchi di classe, dettagli di arredamento o elementi che risaltano particolarmente ad una specifica ora del giorno”.


La mostra è curata da Bruno Ghislandi, che ha inoltre seguito l’esposizione che accompagna le opere di In-Game Photography:  Immagini alla deriva di giovani artisti, progetto coordinato da Agustín Sànchez che vede protagonisti 62 studenti dell’Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo e dell’Accademia di Belle Arti di Verona, che espongono ciascuno uno scatto del viaggio che hanno intrapreso su Google Street View.


La creatività dei Virtual Photographer è arte, una ulteriore nuova arte all’interno delle Game Art che si stanno affermando nel XXI secolo. La sempre più stretta connessione fra nuove tecnologie e arte è un marchio decisamente Made in Italy pronto a sviluppare nuovi obiettivi e a superare nuove frontiere dentro e fuori lo schermo.

venerdì 15 novembre 2019

Neoludica a La Feltrinelli di Varese presenta la serie Arcade History di Daniele Bernalda



Presentazione dei due recenti libri Street Fighter e The King of Fighters
a cura di Debora Ferrari e Luca Traini, Trarari TIPI edizioni

sabato 23 novembre 2019 ore 11.30, ingresso libero


Neoludica ® Game Art Gallery propone la presentazione di due libri alla Libreria La Feltrinelli di Varese per discutere di Game Culture e arte e videogame. Tematica cara ai curatori che 10 anni fa hanno portato l’arte dei videogiochi in mostra coi beni culturali italiani in prima mondiale ad Aosta e poi nel 2011 alla 54.Biennale di Venezia  -con gli amici di E-Ludo Lab e tante università- per sdoganare il medium nel panorama internazionale. 
Durante la presentazione in Feltrinelli saranno esposte opere a tema di Filippo Scaboro, Monique Pasini, Alessandro Natella, Giulia Colombo, Giulio Di Salvo, Cinzia Coata, Marco D’Antino.

Nel 2017 il marchio Street Fighter ha compiuto i 30 anni di età. Con oltre trenta installazioni uscite in formato arcade dal 1987 al 2014, senza contare le decine di adattamenti domestici realizzati negli anni per home computers e console, questa mitica saga di combattimento si guadagna di diritto un posto d'onore nella Storia, rivaleggiando in termini di popolarità con altri grandi ed emblematici nomi dell'industria dei videogames, come Pac-Man, Donkey Kong, Mario, Bomberman, The Legend of Zelda, Final Fantasy, Castlevania e Metroid...
In questa opera, per la collana Game Culture Book, frutto di tre anni di duro ed appassionante lavoro, l’autore ha percorso, studiato e analizzato tutti gli episodi di Street Fighter usciti in formato arcade dalle origini fino alle più recenti installazioni, prestando inoltre una doverosa attenzione alle varie trasposizioni domestiche uscite per ogni singolo titolo nel corso di questi ultimi tre decenni.


È quasi inevitabile: pensando a Capcom, la prima cosa che viene in mente - perlomeno ai più - è Street Fighter; pensando ad SNK, sarà quasi certamente The King of Fighters... Indipendentemente da questo non si può negare che nel corso degli anni quello di The King of Fighters sia diventato il franchise più famoso e rappresentativo della storica azienda giapponese; vantando al suo attivo ben dieci episodi realizzati a cadenza annuale dal 1994 al 2003 sul glorioso sistema arcade “Neo Geo MVS”, più le successive installazioni ospitate su basi “Atomiswave” di Sammy e “Type X²” / “ Type X³” di Taito, senza poi contare l'enorme quantitativo di trasposizioni domestiche uscite negli anni per varie generazioni di console, questa serie è ormai vero mito ed istituzione nel mondo dei ‘VS Fighting’ games. Il libro vuole essere un sentito omaggio a questa incredibile saga di combattimento: un'analisi quanto più completa ed esaustiva di tutti gli episodi di The King of Fighters usciti in formato arcade dal 1994 al 2017, con in più un'attenta e dettagliata panoramica delle varie edizioni domestiche realizzate per ogni singolo episodio nel corso degli anni.

Daniele Bernalda (Varese, 1982) si definisce attento videogiocatore, rispettoso collezionista e nostalgico retrogamer. La folgorazione per i videogiochi avviene nel 1988, grazie al Nintendo NES e al gioco Super Mario Bros, oggetti delle meraviglie scoperti in pomeriggi giocosi e spensierati dal suo allora vicino di casa. Vive appieno ed intensamente l'era delle console ad 8 e 16 bit, nonché la grandiosa “Console War” fra Nintendo e Sega della prima metà degli anni '90. Il rivoluzionario cambiamento che scosse il settore dei videogames con l'avvento del 3D e delle potenti console a 32 bit lo delude e lo confonde, allontanandolo per molti anni dalla sua antica passione. Nel 2005 vi è il decisivo ritorno di fiamma, ancora grazie a Nintendo e alle sue console Nintendo 64 e GameCube. In quel periodo inizia con seria dedizione a collezionare materiale hardware e software, con un occhio di riguardo al settore del retrogame. Nel 2014, per diletto e spiccata predilezione, inizia a scrivere di videogiochi, con un'attenzione particolare al genere dei 'VS Fighting' games, accumulando nel tempo una notevole quantità di materiale scritto. Nel 2017 conosce le attività di Neoludica Game Art Gallery, con cui inizia una seria ed entusiasta collaborazione che lo porta infine a concretizzare la presente pubblicazione dedicata alla saga arcade di Street Fighter. Nel 2017 ha pubblicato delle recensioni sul volume BackUP L’ARTE è IN GIOCO vol.I edito da TraRari TIPI.

Il libro è ordinabile direttamente all'autore o agli editori e si trova sulla piattaforma di IBS.

mercoledì 25 settembre 2019

Neoludica alla Milan Games Week dal 27 al 29 settembre, Fiera Milano Rho

Milan Games Week powered by TIM, tutti i contenuti delle aree tematiche
Tanti gli appuntamenti per i più piccoli e le loro famiglie, ma anche i momenti dedicati all’arte dei videogame e gli spunti per gli appassionati di cosplay e retro gaming

Milano, 24 settembre 2019 – Milan Games Week powered by TIM - il principale consumer show videoludico italiano, promosso da AESVI e organizzato da Fandango Club - sta arrivando e proporrà ai visitatori della manifestazione, da venerdì 27 a domenica 29 settembre, un programma ricco di appuntamenti nelle aree Family, CosplayRetro e Art dei padiglioni di Fiera Milano Rho. Anche quest’anno le iniziative saranno dedicate agli appassionati dei videogiochi e a semplici curiosi, ma senza dimenticare i più piccoli e le loro famiglie o chi approccia questo mondo con un’attenzione particolare all’aspetto artistico e creativo.
MGW Family
Tanti i talk e le attività dedicate alle famiglie che animeranno l’area grazie all’Ordine degli Psicologi della Lombardia (OPL), partner di Milan Games Week Family per il terzo anno consecutivo e presente con un palinsesto nei tre giorni di manifestazione dedicato al mondo videoludico e rivolto ai ragazzi a partire dai 14 anni. Il pubblico potrà accedere liberamente senza prenotazione alle diverse attività aperte a tutti fino a esaurimento posti. Lo spazio ospiterà anche il "Campionato Italiano Psicologi Videogiocatori”, che vedrà i più agguerriti psicologi videogiocatori sfidarsi con il videogioco "Mario Kart 8", per console Nintendo Switch, in un'appassionante gara a tempo sul difficilissimo circuito del "Vascello Nuvolante”.

Nell’area sarà anche possibile sfidarsi con il mitico Subbuteo e scendere in campo con DIECI, il gioco di carte per gli appassionati di calcio. Domenica 29 si terrà la finalissima della Dieci Summer Cup, la sfida che ha avuto inizio questa estate nei villaggi turistici d’Italia e per cui potranno classificarsi anche i presenti nel corso della mattinata. Inoltre, nell’area Giochi Preziosi sarà possibile sfidare i propri amici in una gara di astuzia e destrezza con LaserX. Piccoli e grandi chef, inoltre, potranno giocare e scoprire le novità per il prossimo Natale grazie a Smoby e al suo assortimento di cucine per bambini. Nerf ha allestito l’ARENA NERF, composta da due diverse zone di gioco, dedicate a NERF CHALLENGE, che consiste nell’affrontare 3 diverse sfide nel minor tempo possibile per vincere ogni giorno grandiosi premi e al gioco libero, con postazioni dove tutti potranno mettersi alla prova scegliendo il loro blaster preferito. L’edizione 2019 della Milan Games Week powered by TIM, infine, ospiterà la #UnoDiNoi National Cup, il primo torneo di Uno ufficiale nella storia italiana, che vedrà i partecipanti sfidarsi per avere la possibilità di vincere un voucher per un viaggio con WeRoad e l’onore di sfidare Favij.

L’intero programma di MGW Family è disponibile al link milangamesweek.it/family
MGW Cosplay
I cosplayer sono tra i protagonisti più colorati, originali e divertenti di Milan Games Week e anche quest’anno troveranno momenti dedicati a loro, tra cui l’ormai tradizionale appuntamento con la Sfilata Cosplay, prevista per domenica 29 settembre sul palco di Radio 105 dalle ore 15.30 alle ore 16.30 circa. Madrina d’eccezione sarà Giorgia Cosplay protagonista della scena italiana e internazionale nonché vincitrice del prestigioso titolo di Best Individual Cosplayer al World Cosplay Summit di Nagoya nel 2005. Per partecipare alla Sfilata Cosplay sarà necessario presentare dei costumi attinenti al mondo dei videogiochi, la raccolta delle iscrizioni sarà effettuata direttamente alla postazione all’interno dell’area MGW Cosplay, nella giornata di domenica 29 settembre dalle ore 10.30 alle ore 14. Inoltre, quest’anno sarà presente un’area trucco aperta a tutti e gestita da Imacrew, in cui le persone potranno richiedere un make-up o un’acconciatura a tema videoludico, gratuitamente. Giorgia Cosplay condurrà invece nuovamente il quiz dedicato al mondo dei videogiochi e delle serie tv “Chi vuol essere turbonerd?”: l’appuntamento è sul palco centrale dalle 12.15 alle ore 13.00 e dalle ore 18.00 alle ore 18.45 della giornata di sabato.

Per maggiori informazioni su MGW Cosplay, visita milangamesweek.it/cosplay
MGW Retro
L’area di Milan Games Week Retro, interamente dedicata ai videogiochi del passato realizzata in collaborazione con GamesCollection.it – la più importante community italiana di collezionismo di videogiochi, quest’anno racconterà cinquant'anni di storia del videogioco in un percorso tematico e cronologico che permetterà ai visitatori di interagire con le console e i titoli più amati. Grande attenzione, in particolare, sarà data a due importanti anniversari: l’Intellivision (1979) e il Game Boy (1989) saranno infatti al centro di due retrospettive museali ricche di cimeli e incredibili pezzi da collezione. All’interno dei salotti dedicati sarà inoltre possibile ritrovare i titoli che uscivano nel 1999 e nel 1989, giocandoli rispettivamente a distanza di venti e trent’anni, in un viaggio a ritroso nel tempo che consentirà ai ragazzi di scoprire come ci si divertiva prima che iniziasse l’era del fotorealismo, ai loro genitori di riassaporare l’immediatezza dei videogiochi della propria infanzia.

Puoi trovare tutti i dettagli sull’area Retro al link milangamesweek.it/retro
MGW Art
Il padiglione ufficiale della Game Art torna con la presentazione del nuovo libro e primo catalogo ragionato italiano degli artisti digitalisti e game artist, edito da Trarari TIPI per la curatela di Debora Ferrari e Luca Traini. Molte delle opere pubblicate sono esposte allo stand dove Neoludica ogni anno propone tematiche e approfondimenti intorno alle arti videoludiche. Oltre alla monografia di quasi 300 pagine in italiano e inglese, viene presentato anche il nuovo libro di Daniele Bernalda “The King of Fighters” interamente a colori. Si troveranno anche i nuovi libri di Daniele Bernalda “Street Fighter Arcade History” insieme ai saggi a firma di Francesco Toniolo, edizioni Trarari TIPI, collana Game Culture Book dal 2008. In esposizione oltre 50 opere digitali prodotte in tela e di grande importanza anche la presenza di due game photographer italiani, Cristiano Bonora ed Emanuele Bresciani.

L’intero programma dell’area Art è disponibile al link milangamesweek.it/art

giovedì 6 giugno 2019

NEOLUDICA A TEDXVARESE, TALK A INNOVATION GARDEN

Venerdì 7 giugno dalle ore 16 per "L'arte di meravigliare" e sabato 8 giugno dalle 12 alle 18 con lab e workshop di arte digitalista.





TEDx VARESE
NEOLUDICA: NUOVI CONFINI TRA VIDEOGIOCO E BELLEZZA
DA LEONARDO DA VINCI ALLE APPLICAZIONI CREATIVE DI OGGI

INNOVATION TALK 7 giugno, Palazzo Estense, dalle 16 alle 17, ingresso libero, prenotazione su Eventbrite

La vera svolta nel campo delle arti contemporanee e la vera novità da affrontare non riguarda solo gli strumenti o i codici o le tecnologie utilizzate, ma la personalità degli artisti di oggi e le loro molteplici competenze, acquisite per formazione, richieste dal lavoro o coltivate per passione. L’autorialità nel digitale è complessa da affermare. Qualunque libro importante prendiamo in mano del secolo scorso, da Bergson a McLuhan, da Russell a Barthes, da Popper a Zolla, da Jakobson a Callois, da Hauser a Castronova, da Huizinga a Galimberti, anche se ci permette di intravedere con le parole della filosofia e della scienza scenari per noi oggi consueti, non avrà mai le parole che ci servono per descrivere questo momento artistico e i suoi protagonisti, a dire il vero queste parole non le possiede ancora nessuno, anche se da oltre 10 anni si scrive e si discute di videogame come arte.
Dai tempi del Vasari e dalla nascita della critica e della storia dell’arte a fine Ottocento, alla base di una comprensione del processo creativo c’è la conoscenza delle figure e dei protagonisti che con il loro operare ci permettono di godere delle novità estetico-poetiche del nostro mondo. Consapevolezza dell’artista e coscienza della sua progettualità. Anche per le Game Art funziona così: l’autorialità dei protagonisti non è cosa scontata, perché spesso il loro lavoro emerge con quello collettivo di un team o di un publisher di videogame e la personalità dei portfolio resta nascosta in un hard disk. Questo talk che parla di game artist e artisti digitalisti vuole colmare questo gap e portare alla luce le loro identità. E’ ciò che gli autori Debora Ferrari e Luca Traini si prefiggono da tempo con mostre, pubblicazioni, partecipazione a convegni e conferenze universitarie. (D .F. -  L. T.)



COSA SONO LE GAME ART? VIAGGIO  NEL PANORAMA ARTISTICO CONTEMPORANEO DIGITALE

Le nuove arti dentro il videogame: le game art. Esporre le Game Art e valutarle nel panorama contemporaneo: digitalizzazione dei beni culturali e materializzazione dei beni digitali. Attività di connessione fra arte, saperi e videogame.
Si spiegano i concetti di queste arti e come prendano vita dalle arti precedenti, mentre scorrono video di speed painting e time laps di come vengono creati questi lavori dagli artisti digitalisti contemporanei di cui verranno svelati i nomi e le identità nel talk, dalla pixel art alla concept art agli applied games. Continuità e contiguità formali dal Neolitico all’Era Digitale del primo medium artistico nato cosciente della propria finzione: il videogioco. Dall’interazione all’interpretazione fra “natura” e “tecnologia” nel contesto domestico di strutture astratte e quotidiane. Una nuova filosofia per un concetto aumentato di “realtà” in grado di coinvolgere artisti, creatori, sviluppatori e giocatori, chiamati a un nuovo salto di qualità, a un confronto tanto estetico quanto etico e quindi propositivo di nuovi sogni a occhi aperti.
Introduzione al discorso storico-educativo di alcuni videogame come Assassin’s Creed che sono filologicamente molto accurati e permettono di vivere in particolari momenti storici, come se una macchina del tempo ci trasferisse dentro città e paesaggi di un tempo passato.


ASSASSIN’S CREED TRA STORIA E FINZIONE
Dall’intrattenimento alla ricostruzione di Notre Dame
LUCA TRAINI
Il videogioco come crocevia delle arti, mezzo per lo sviluppo della narrativa, delle abilità, dell’economia e dell’innovazione e come opera con lo scopo di formazione e intercomunicazione fra professionalità. Parlerà di come il videogioco possa essere un nuovo mezzo di comunicazione e di come l’industria del videogame possa fornire nuove possibilità di ricerca in campo artistico, storico e narrativo. Luca Traini spiega come un titolo famoso come Assassin’s Creed nasca con e dentro la Storia, approfondendo l’importanza delle nostre arti e del Rinascimento dentro Assassin’s Creed, coi suoi aspetti storici che hanno fatto rivivere Leonardo e funzionare anche le sue macchine che non avevano funzionato (quella per volare ad esempio). Nel frattempo passano alle sue spalle screenshot, artwork di artisti, video di  speed painting. Passaggio anche nella Parigi della Rivoluzione (con Unity del 2014) e approfondimento su Notre Dame e la sua ricostruzione anche con l’aiuto della Virtual Photography di Cristiano Bonora e Emanuele Bresciani, i due più importanti virtual photographer italiani.

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Debora Ferrari e Luca Traini, fondatori di Game Art Gallery, dal 2008 hanno iniziato a osservare le game art come materia delle arti contemporanee, creando mostre internazionali e ideando con alcuni partner Neoludica come Evento Collaterale alla 54.Biennale di Venezia. Dal 2009 a oggi si sono impegnati a far conoscere i nomi di concept artist, game artist, sviluppatori e publisher nel panorama dei beni culturali italiani e stranieri. Hanno fatto parte di giurie internazionali (IGF, Indie Cade, Swisse Game) e organizzato mostre al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e a Fabbrica Del Vapore di Milano, a Lucca C&G come a Milan Games Week e in numerose altre sedi pubbliche e private. Hanno la piccola casa editrice TraRari TIPI che nel 2009 ha avviato la collana Game Culture Book, realizzando anche varie collaborazioni con altre case editrici e scrittori.


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SABATO 8 GIUGNO Biblioteca Civica, Palazzo Estense, LAB:

Valeria Favoccia digital painting dalle 12 alle 13, per bambini, ragazzi, famiglie, artisti, pubblico vario.

Siete appassionati di disegno? Vi siete mai chiesti come nasce un fumetto o come si realizza un videogioco dal punto di vista artistico? Scopriamo insieme il dietro le quinte di questo appassionante mestiere, osservando in prima persona le nuove tecniche e gli strumenti per realizzarli!
**Valeria Favoccia, disegnatrice di fumetti, lavora principalmente per il mercato americano.
Tra i suoi lavori più importanti troviamo Doctor Who ed Assassin's Creed Reflections, entrambe per Titan Comics. Ha inoltre lavorato come disegnatrice di giochi da tavolo ed essendo una grande appassionata di videogiochi, ha anche collaborato come Concept Artist con lo studio indie italiano "Invader Studios". Durante il lab utilizzerà la sua tavoletta grafica per una live performance di digital painting a mano libera. E un’opera d’arte nascerà sotto i vostri occhi!



EVENTO 

Neotenia:  presentazione in prima assoluta di Kaleye, poi anche di Volvox, Minus, libri e modellini  
Sumero Lira, 14-18, per bambini, ragazzi, famiglie, artisti, appassionati di invenzioni, pubblico vario.
Il pubblico potrà sperimentare in prima persona questa invenzione di Sumero Lira, un mix di analogico e digitale che richiama le invenzioni leonardesche e quelle delle prime camere ottiche. Scienza e gioco si incOntrano in un’espressione videoludica molto innovativa.
L'installazione "Kaleye" nasce con l'intento di dare la possibilità di sperimentare le funzionalità dell'applicazione e di trasmetterne lo spirito giocoso. Presenta uno schermo fisso e una telecamera mobile all'estremità di una proboscide di tessuto, che può essere rivolta verso la superficie stessa dell'installazione, costituita da una composizione di oggetti raggruppati per la natura del materiale. Alcune parti sono in legno, altre in metallo, vetro, carta, stoffa, corda, pietra, disposte in modo da riprodurre il tipo di contiguità che i loro materiali potrebbero avere nella realtà. Si tratta in un certo senso di un modello di mondo a cui è stato rimosso il valore funzionale originale, che viene servito all'occhio del caleidoscopio ottimizzato perché possa ristrutturarlo. Alcuni oggetti sono appositamente modificati in modo da fare da ponte tra più domini, anticipando l'effetto di trasformazione che opera Kaleye. La macchina dispone di controlli analogici per influenzare l'immagine, e la camera può essere rivolta agli stessi spettatori. Le immagini che lo spettatore produrrà con l'installazione vengono immediatamente caricate online, dove sarà possibile scaricarle sullo smartphone o condividerle con i social.

Neotenia produce libri, giocattoli, videogiochi e applicazioni. Le due caratteristiche principali della produzione sono i temi legati alla natura, agli animali e alla conservazione ambientale, e la promozione delle abilità dette life skills, come flessibilità e creatività, attraverso training e racconti appositamente studiati. Occuparsi direttamente dell'estetica dei suoi prodotti non è l'obbiettivo principale di Sumero Lira, ideatore, ma diventa un'occasione per renderli più coerenti e inusuali, grazie anche all'uso del codice con cui crea strumenti di disegno personalizzati. Nel caso di Volvox per esempio, puzzle basato su griglia triangolare ispirato all'arte aborigena australiana, gli sfondi sono disegnati componendo centinaia di altre forme triangolari con un processo metà manuale metà algoritmico. Kaleye invece è una sorta di caleidoscopio digitale, un'applicazione che ha appositamente la funzione di supporto al brainstorming grafico. Attualmente in lavorazione troviamo Minus, un platformer con terreno distruttibile che ha come personaggi caratteri tipografici, ispirato alla pixel e all'ascii art ma realizzato in uno stile che imita invece il vettoriale. Sumero è autore della collana "Storie di piccole cose", illustrata con fotografia macro di modellini che ha appositamente realizzato; la collana comprende attualmente due libri, "Bagnato due Volte" e "Non ricordi il Sole".






EROI, EROINE, SUPEREROI, TRA CINEMA, FUMETTI E VIDEOGAME


Neoludica a RomeVidegameLab, Cinecittà Teatro 10-11 e Sala Fellini, dal 10 al 12 maggio 2019


Pixel art, concept art e game photography
con i game artist italiani da Super Mario ad Assassin’s Creed
a cura di Debora Ferrari e Luca Traini

Neoludica ® Game Art Gallery propone nelle giornate di RomevideogameLab una mostra per riflettere sull’importanza delle arti videoludiche nel serbatoio visivo delle arti contemporanee. Tematica cara ai curatori che 10 anni fa hanno portato l’arte dei videogiochi in mostra coi beni culturali italiani in prima mondiale ad Aosta, la Roma delle Alpi, e poi nel 2011 alla 54.Biennale di Venezia per sdoganare il medium nel panorama internazionale.  La mostra a Cinecittà si propone di affrontare il tema della creazione del character, del personaggio, e di come lo stesso diventi una icona popolare passando dal cinema ai videogame. Come nascono le game art? Le game art nascono dentro il videogame e intorno ad esso. E’ in atto tutto il processo di accreditamento di questi lavori nelle arti contemporanee e si vorrebbe farle partecipi non per differenza ma per contenuti che ben inquadrano le estetiche del mondo attuale.

In esposizione oltre 40 opere digitali prodotte in tela con telaio come quadri a olio, forex, crystal, per permettere al pubblico di apprezzare in modo statico l’arte dinamica contenuta nei videogame e godere tutti i particolari che gli artisti riversano nel personaggio e nel paesaggio che lo circonda. Grazie a due monitor il pubblico potrà godere anche video e timelaps di come si crea un personaggio e come nascono le opere di concept art e pixel art, o video d’arte creati con gli strumenti di sviluppo, come nelle opere di Igor Imhoff, Neotenia e Alen Zero. Nello specifico verranno esposti gli affreschi digitali creati per Origins a Lucca 2017 e mostrati i video di come gli artwork sono stati realizzati dagli artisti. Dal digital painting alla pittura classica, dal digital sculpting alla photomanipulation, fino ad arrivare ai video: le forme di espressione dell’era contemporanea diventano strumenti per intraprendere un viaggio interattivo tra i personaggi, i segreti, il fascino e la storia dell’Egitto tolemaico, celebrando il mito di Assassin’s Creed.
Autori che hanno reinterpretato Assassin’s Creed Origins: Samuele Arcangioli, Claudia Gironi, Biancamaria Mori e Carlo Gioventù, Federico Vavalà, Francesco Delrio, Filippo Scaboro, Luca Baggio, Giuditta Sartori, Giacomo Giannella, Mauro Perini, Valeria Favoccia, Christian Scampini e Ivan Porrini.
Di grande importanza anche la presenza di due game photographer italiani, Cristiano Bonora e Emanuele Bresciani, che stanno portando ad alti livelli il photomode innalzando la Virtual Photography da fenomeno gamer a arte a sé stante. E poi tanti altri artisti di Game Art Gallery (GIORGIO CATANIA, CINZIA COATA, FABIO CORICA, FRANCESCO ROSSINI, AURORA DI NAPOLI, PAOLO DELLA CORTE, DILETTA DE SANTIS, GIUSEPPE LONGO, MANUEL LABBATE, PAOLA ANDREATTA, MICHELE DE MARCHI, DANIELE BASSANESE, DAVIDE NERENXA, CLAUDIA CRAVERO, FEDERICO FERRARESE, FRANCIS LEO TABIOS, IDA CIRILLO, SUMERO LIRA, RICCARDO MASSIRONI, MARIA ELENA SILLETTI, ALESSIA SANGALLI, MARCO NATALE, JOSEPH VIGLIOGLIA, ALICE PISONI, SERENA PICCOLO, MATTIA ZARINI), e artwork di team di sviluppo italiani come Foot Prints, Neotenia e Small Bros.

Da sinistra: Debora Ferrari, Valeria Favoccia, Luca Traini

“Dentro il videogioco troviamo l’arte dei concept artist e l’arte delle epoche storiche che vi sono citate -spiega Debora Ferrari, curatrice; abbiamo la possibilità di esplorare questi mondi senza obbligo di direzione temporale univoca. Il videogioco, l’opera totale, diventa espositore di tutte le citazioni, le favole, le analogie, l’arte, i nomi, gli ambienti, dipinti con pastello o olio di Photoshop a mano libera in una Wacom o schizzati a penna su un foglio, prima di diventare azione. Giocare e vedere le opere in una mostra, estrapolate dalle migliaia di immagini create e riportate nella materia di una tela o di un ologramma, è a tutti gli effetti muoversi sempre dentro una Wunderkammer”.
“Quello che Neoludica cerca di fare è incontrare l’arte di questi artisti e capire nel loro portfolio personale gli artwork più particolari e che possono avere una valenza sia per il gioco sia per il panorama delle arti contemporanee, si vuole posizionare l’artista in contesti nazionali e internazionali d’arte contemporanea e in questo modo si potrà accreditare l’autore nel panorama generale -conclude Luca Traini, curatore”.
Durante i giorni di festival, sabato 11 maggio alle ore 16.30, verrà presentato il nuovo libro edito da TraRari TIPI “Artisti digitalisti e game artist italiani, primo catalogo ragionato” con un testo anche di Salvo Mica di E-Ludo Lab (con cui continua a collaborazione dal 2010); durante sabato 11 ci saranno anche delle performance di live painting con Valeria Favoccia, disegnatrice di fumetti che lavora principalmente per il mercato americano. Tra i suoi lavori più importanti troviamo Doctor Who ed Assassin's Creed Reflections, entrambe per Titan Comics. Ha inoltre lavorato come disegnatrice di giochi da tavolo ed essendo una grande appassionata di videogiochi ha anche collaborato come Concept Artist con lo studio indie italiano "Invader Studios". Partner tecnico speciale per queste performance è Wacom Italia.
Si troveranno anche i nuovi libri di Daniele Bernalda “Street Fighter Arcade History” insieme ai saggi a firma di Francesco Toniolo, edizioni Trarari TIPI, collana Game Culture Book dal 2008.

Come diciamo da dieci anni: L’Arte è in Gioco!! Vi aspettiamo!

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