lunedì 28 giugno 2021

Con Neoludica e Ubisoft anche la Virtual Photography di Emanuele Bresciani alla mostra ITALIAE. Dagli Alinari ai maestri della fotografia contemporanea

 

FORTE DI BELVEDERE FIRENZE, dal 25 giugno al 10 ottobre 2021 

a cura di Rita Scartoni Luca Criscenti, nata da un’iniziativa del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, prodotta da Fratelli Alinari Idea SpA

 

La VP di Emanuele Bresciani, a destra, Forte di Belvedere

Il fascino e la diversità dell’Italia, dei suoi paesaggi, della sua creatività e delle sue persone è in “Italiae. Dagli Alinari ai maestri della fotografia contemporanea” una delle due mostre che, dal 25 giugno al 10 ottobre 2021, occupa gli spazi della Palazzina del Forte di Belvedere, a Firenze nell’ambito dell’iniziativa Ieri, oggi, domani. Italia autoritratto allo specchio, iniziativa promossa dal Comune di Firenze organizzata da MUS.E con il supporto di Fondazione CR Firenze, Unicoop Firenze e Mazzoleni.Italiae, a cura di Rita Scartoni Luca Criscenti, nata da un’iniziativa del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, prodotta da Fratelli Alinari Idea SpA, è promossa dalla Fondazione Alinari per la Fotografia (organismo fondato dalla Regione Toscana per la conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio fotografico Alinari).



Un archivio di 75 fotografi - da Gianni Berengo Gardin a Paolo Pellegrin, da Gabriele Basilico Gian Paolo Barbieri, da Luigi Ghirri a Mario Giacomelli e Ferdinando Scianna, solo per citarne alcuni - che hanno ritratto il Bel Paese ognuno a loro modo e con il loro interesse peculiare. Un secolo e mezzo di storia in una composita antologia di scatti, per ricreare un’ideale galleria di ritratti e memorie, capace di testimoniare la ricchezza del Paese e al tempo stesso la straordinaria vitalità della fotografia italiana. La selezione di scatti, senza pretendere di riassumere nella sua interezza la complessità della fotografia italiana, si pone in ogni caso come una sfida, e un mezzo per esplorare scelte estetiche e linguaggi che hanno attraversato oltre 160 anni di immaginitra foto d’atelier, pittorialismo, concettualismo, cronaca e ricerca artistica. Un percorso che comincia dalle fotografie dei Fratelli Alinari e da quel vasto mondo che intorno ad essi, in termini di collezioni e archivi rappresentati, si è andato formando per giungere, attraverso i grandi maestri della fotografia del Novecento, fino alle più aggiornate sperimentazioni. Il risultato si può leggere anche come un breve compendio di storia delle tecniche fotografiche che parte dal calotipo e arriva alla Virtual Photography in gameProprio in questa sezione si inserisce il lavoro fatto dai fondatori di Neoludica Debora Ferrari e Luca Traini con la curatrice Rita Scartoni: portare nella visione della fotografia contemporanea l’esperienza della Virtual Photography, da una decina d’anni praticata a livello mondiale ed esplosa negli ultimi anni come fenomeno social, con un esponente italiano pioniere di questa tecnica, Emanuele Bresciani, che nel 2020 ha esposto le sue fotografie anche al Museo D’Arte Contemporanea Fondazione Meli di Luzzana (BG) oltreché con Neoludica a Venezia, Firenze, Milano, Roma negli anni precedenti. Operazione iniziata 12 anni fa con l’obiettivo di far riconoscere le Game Art nel serbatoio visivo delle arti contemporanee e che acquista rilievo in questo contesto perché uno scatto in Assassin’s Creed ® con Ezio Auditore davanti alla Cupola di Santa Maria del Fiore ci porta nell’oltretempo dei videogiochi storici creati da Ubisoft ®: il soggetto è rinascimentale ma lo scatto è con l’ultima tecnologia fotografica esistente, quella col PhotoMode.


“La mostra apre con un’opera di Walter Niedermayr e chiude con un toccante scatto di Paolo Pellegrin - spiega la curatrice Rita Scartoni - Nel mezzo tanti autori, tutti amatissimi, dai maestri del Novecento, come Mario Giacomelli, Luigi Ghirri, Gabriele Basilico, ai contemporanei Alex Majoli, Olivo Barbieri, Mario Spada, Gabriele Croppi, ad artisti emergenti come Paolo Spigariol. In questo caleidoscopio di sguardi a fare da legante sono le immagini degli Archivi Alinari. L’Archivio si apre e dialoga con il contemporaneo anche al di fuori di rigide griglie cronologiche, giocando con i formati e il tema della riproduzione e della ‘riproducibilità’, della fotografia, per cogliere attraverso assonanze quell’insieme variegato di incanti, saperi, contraddizioni che fanno dell’Italia un paese speciale. Ed è con questa chiave di lettura, la molteplicità - molteplicità degli sguardi, dei paesaggi, delle ricchezze artistiche e culturale - che l’Italia si ri-presenta al mondo, dopo un periodo particolarmente duro. Questa di Firenze è infatti l’unica sede italiana della mostra che, in duplice copia, ha già iniziato un nutrito programma di circuitazione in molti paesi europei (Minsk, San Pietroburgo e Berlino le tappe già confermate) ed extraeuropei. Voglio credere che gettare uno sguardo su chi siamo, e chi siamo stati, possa aiutarci a focalizzare le sfide del futuro”.

La mostra si articola in tre sezioni Paesaggi, Opere, Volti, ciascuna in grado di costituirsi come ideale percorso geografico, storico e artistico, per cogliere, in una poliedrica varietà di temi, le mutazioni di un Paese in continua evoluzione: Nord e Sud, città e campagna, lavoro e feste, tradizione e innovazione, storia sociale e vita culturale. Visioni dove la sorpresa è nella “messa in scena”, nelle scelte originali di ciascun interprete. Una proposta che è anche un modo di percorrere le trasformazioni del Paese, con un linguaggio capace di cogliere le diversità geografiche, di percorrere le profondità della storia e di entrare nelle pieghe del territorio. Quel palinsesto che fa delle tante Italie una sola Italia, parla di frontiere culturali mutevoli, la cui complessità è costituita da secoli di confronti e contaminazioni; una selezione ragionata, che attraverso immagini colte da sguardi diversi, è in grado di costituirsi come racconto mobile e variegato, rispecchiando nelle forme il fondo mobile e vitale di un Paese ricco di storie e memoria.

La sezione Paesaggi vede l’Italia da prospettive inconsuete, reinterpretata dallo sguardo partecipe e coinvolto di grandi maestri dell’obiettivo per raccontare un paesaggio al tempo stesso riconoscibile e mutevole. Un paesaggio che continua a meravigliare, dall’Ottocento ai nostri giorni, per la sua varietà e per l’incontro irripetibile tra natura e uomo: rilievi montuosi, coste, vie d’acqua, bacini lacustri e colline fanno da scenario e da contrappunto alle tracce della storia antica e recente e ai mutamenti del profilo delle città e dei centri abitati. In questa discontinuità, in un territorio limitato nelle dimensioni, il paesaggio italiano non si presenta solo come insieme di frammenti. Diviene piuttosto il volto di una comunità, l’immagine di un sistema in cui le componenti antropiche e naturali, presenti e passate, vivono in una relazione strettissima, e dove è l’intreccio tra uomo e ambiente a dischiudere e ricreare un senso di appartenenza, restituito con freschezza e cura del dettaglio dalle diverse e uniche sensibilità dei fotografi.

L’opera dell’uomo
 è al centro della seconda sezione, dove l’Italia creativa emerge nella sua tumultuosa evoluzione: dalla fabbrica di maccheroni alle moderne sperimentazioni nel settore biomedico o in quello aerospaziale. Si passa così da un mondo legato ai ritmi lenti delle stagioni, raccontato in modo impareggiabile dai bianco e nero di Ottocento e Novecento, a una società industriale matura, inserita in un mondo automatizzato e globalizzato e decisamente fotogenica. Trasformazioni che si rispecchiano nel più ampio mutamento della società italiana, dove resta, come minimo comun denominatore, un’operosità fatta di impegno, abnegazione, fantasia, successi. La fotografia italiana racconta l’uso creativo delle risorse del territorio e una sapienza artigiana che ha saputo affiancarsi e costeggiare al meglio il progresso scientifico e tecnologico degli ultimi anni.

L’ultima sezione della mostra è quella dedicata ad un’ideale rivisitazione della grande tradizione ritrattistica italiana
, con volti e figure diversi per epoca e regione, età e ceto sociale, colti e descritti nel tempo della scuola, nel tempo del lavoro e nel tempo libero, soggetti singoli o in comunità, statici e in movimento. In questa breve rassegna, i volti sfilano in mostra in una originalissima storia del paesaggio sociale italiano, cui fa da sfondo e contrappunto l’evolversi delle tecniche fotografiche. Volti che si trasformano, sempre diversi, sempre meno segnati dallo sforzo e dalla fatica, immortalati tramite l’impiego di tecniche e composizioni costantemente nuove, in grado di restituire e delineare una cronaca sociale e sentimentale dell’Italia che cambia. E in cui, a fare davvero la differenza, è l’incontro irripetibile tra il fotografo e il soggetto rappresentato.

Fotografie di:

Stabilimento Alinari, Vittorio Alinari, Aurelio Amendola, Stabilimento Anderson, Isabella Balena, Vincenzo Balocchi, Gian Paolo Barbieri, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Raffaello Bencini, Giorgio Benvenuti, Gianni Berengo Gardin, Studio Betti Borra, Antonio Biasiucci, Piergiorgio Branzi, Emanuele Bresciani, Stabilimento Brogi, Luigi Bussolati, Henri Chouanard, Cesare Colombo, Studio Corsini, Mario Cresci, Gabriele Croppi, Giovanni Crupi, Gustave de Beaucorps, Stefano De Luigi, Simone Donati, Franco Fontana, Paolo Formichella, Andrea Frazzetta, Maurizio Galimberti, Alessandro Gandolfi, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Luigi Leoni, Stefano Lista, Massimo Listri, Lorenzo Maccotta, Alex Majoli, Giuseppe Malovich, Emiliano Mancuso, Fosco Maraini, Achille Mauri, Francesco Paolo Michetti, Nino Migliori, Carlo Mollino, Davide Monteleone, Walter Niedermayr, Cristina Nuñez, Paolo Pellegrin, Mauro Puccini, Sergio Ramazzotti, Mauro Ranzani, Fulvio Roiter, Giorgio Roster, Ferdinando Scianna, Vittorio Sella, Shobha, Massimo Siragusa, Giorgio Sommer, Mario Spada, Paolo Spigariol, Bruno Stefani, Marino Sterle, George Tatge, Giuliana Traverso, Michele Vestrini, Studio Villani, Massimo Vitali, Wilhelm von Gloeden, Marion Wulz, Wanda Wulz, Italo Zannier, Bruno Zanzottera, Otto Zenker.




INFO

Dal 25 Giugno 2021 al 10 Ottobre 2021

LUOGO: Forte di Belvedere FIRENZE

INDIRIZZO: Via di S. Leonardo 1

ORARI: ORE 16.00 - 21.00 MAR - VEN (ultimo ingresso ore 20.00) ORE 10.00 - 21.00 SAB - DOM (ultimo ingresso ore 20.00) LUNEDI CHIUSO

ENTI PROMOTORI: Comune di Firenze

COSTO DEL BIGLIETTO: ingresso gratuito

E-MAIL INFO: info@musefirenze.it

SITO UFFICIALE: http://musefirenze.it

Virtual Photography e Emanuele Bresciani su  www.acartrevlution.com   www.neoludica.eu   

martedì 8 settembre 2020

L'ONDA LUNGA, show della Game Culture il 15 settembre a Varese

 L’ONDA LUNGA: dai manga di Hokusai ai videogame agli strumenti della musica popolare; percorsi di conoscenza con esperti e artisti per la consapevolezza estetico-culturale di una tradizione divenuta mondiale. 

A cura di E-Ludo e Neoludica-Game Art Gallery

 

15 settembre 2020 Festival #Intenso biblioteca Civica di Varese, tensostruttura ai Giardini Estensi

 


Dalle 16.00 alle 17.30

Presentazione del pomeriggio di Game Culture insieme ai cosplayer del gruppo Assassin’s Creed Cosplay Italia e spiegazione da parte della presidente Valeria Favoccia dell’attività e dell’arte cosplayer, per iniziare in bellezza e tuffarci nel mondo fantastico dei videogame.

Laboratorio narrativo di favola/musica sugli strumenti giapponesi come il Koto (strumento musicale cordofono appartenente alla famiglia delle cetre, derivato dal Guzheng cinese), il Shakuhachi (flauto dritto giapponese), il Shamisen (strumento musicale giapponese a tre corde, della famiglia dei liuti, utilizzato per l'accompagnamento durante le rappresentazioni del teatro Kabuki e Bunraku), il taishôgoto (ibrido tra uno strumento tradizionale giapponese e uno strumento musicale occidentale). Con alcuni di questi si farà un laboratorio narrativo eseguendo scorci sonori e raccontando una favola tipica. Stefano Ravotti, insegnante, animatore musicante, musicoterapista (già attivo anche a Villa Panza e Villa Mirabello), porterà alle famiglie un momento dinamico sulla conoscenza degli strumenti giapponesi e il loro valore narrativo grazie a una favola che verrà animata insieme a Sara Bodini (figlia del noto scultore gemoniese e esperta di cultura nipponica), Giulia Colombo e Monique Pasini (esperte di disegno Manga e Anime).  A seguire il Team Giumongia (Monique Pasini, Giulio De Salvo, Giulia Colombo), che sta lavorando a un videogame culturale su Hiroshima, spiegherà come nasce il progetto. Hiroshima no Kage è un videogioco estremamente particolare, perché il prima e il dopo bomba si identificano visivamente in due stili: il pre bomba con paesaggi colorati e ricchi di vita (Shin-hanga) e il post bomba invece in bianco e nero (Sumi-e) con le rovine della città che crescono man mano che si trovano vicino all'epicentro dell’esplosione. Gli stili artistici affondano le radici nell’Ukiyo-e, caratterizzato da uno stile ibrido che combina soggetti tradizionali giapponesi e tratto moderno.

 

INTERVALLO h 18

 

Dalle 18.20 alle 20.00

Videogame dal Giappone all’Italia, i creatori, gli artisti e i titoli di ieri e di oggi. Conferenza-talk show con Debora Ferrari e Luca Traini (ideatori di Neoludica che ha portato i videogame alla Biennale di Venezia e in importanti musei di Milano, Venezia, Firenze, Roma dal 2009 a oggi), durante la quale verranno proiettati materiali e illustrate le diverse estetiche delle game art, con particolare riferimento al Giappone e alla sua influenza, per tracciare la storia e conoscere alcuni dei creatori più famosi, da Toru Iwatani, inventore di Pac-Man, a Hideo Kojima, fra i più amati. Focus con Daniele Bernalda sull’evoluzione storica del Manga dalle animazioni giapponesi arrivate in Italia nel 1978.

Manga, Anime, Cosplay, Videogame, come sono, come si fanno, trucchi, segreti e aneddoti. Interverranno quattro artisti, tre varesini, Samuele Arcangioli, Emanuele Bresciani, Luca Baggio e Giuditta Sartori, e Valeria Favoccia, esperti di Manga, Cosplay, fumetti e videogiochi per progetti internazionali, che faranno un workshop per spiegare i trucchi del mestiere e di come oggi siano trasferibili nei contesti interattivi videoludici. Chi vorrà sperimentare potrà portare proprio materiale cartaceo per disegnare o tablet. Sarà possibile capire le funzionalità didattiche del Discovery Tour di Assassin’s Creed ® con un viaggio nell’Egitto tolemaico e nella Grecia classica.




Samuele Arcangioli, laureato all’Accademia di Brera, è un pittore convinto che la figura, nell’arte, abbia ancora molto da dire, nell’insieme e nei particolari. In anni di studio e di passioni ha tracciato un percorso pieno di significati, di gran rispetto innovativo. In questa ricerca gli sguardi sono stati il riferimento più importante. Oltre ad aver fatto numerose mostre personali e collettive, ha partecipato alla 54.Biennale di Venezia nell’evento collaterale Neoludica - Art is a game 2011-1966 e a grandi mostre videoludiche  in altri importanti eventi, musei e città dal 2011 a oggi.

Vive e lavora a Varese. www.samuelearcangioli.com

Luca Baggio, laureato in Scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) nel 2012. Ha lavorato come Concept Artist di videogame per diverse realtà milanesi tra cui Ubisoft (in particolare sui titoli di Justdance 4 e Just Dance 2014) e Alittleb.it. Lavora inoltre freelance come illustratore e fumettista per diverse agenzie locali e case editrici. Ora è in Bad Seeds a Milano e continua a occuparsi anche di cosplay.

Giuditta Sartori, appassionata di cosplay, fumetti e steampunk, dopo il Liceo Artistico si laurea in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) nel 2011, dove sviluppa il suo percorso artistico legato al filo di lana. Nei suoi lavori il “filo” diventa mezzo espressivo sostituendo il tratto della matita e del pennello. Lavora come artista e  illustratrice freelance per case editrici come Raffaello Editore e Vecchi Editori. Vincitrice del Premio Speciale al Premio d’Arte Aldo Alberti 2012 di Busto Arsizio.

Valeria Favoccia, disegnatrice di fumetti, lavora principalmente per il mercato americano. Tra i suoi lavori più importanti troviamo Doctor Who ed Assassin's Creed Reflections, entrambe per Titan Comics, e ora anche Stranger Things. Ha inoltre lavorato come disegnatrice di giochi da tavolo e, da grande appassionata di videogiochi, ha anche collaborato come Concept Artist con lo studio indie italiano Invader Studios.  

Assassin’s Creed Cosplay Italia è un'associazione culturale no-profit dedicata agli appassionati di costuming, cosplay e, ovviamente, amanti della famosa serie Assassin's Creed creata da Ubisoft.

I personaggi presenti nei vari capitoli della saga prendono vita grazie ad appassionati cosplayers, sempre attenti alle fattezze, ai dettagli dei propri costumi e a ricreare le atmosfere ed ambientazioni tanto amate dai fan!

In collaborazione con Ubisoft Milano, l'associazione ha presenziato e gestito attività di intrattenimento durante Lucca Comics & Games 2014 (dove ha realizzato eventi anche internamente a Villa Bottini con l’esposizione di Neoludica Game Art Gallery che esponeva le opere di game art), 2015 e 2017, ed i suoi cosplayers sono stati al Premio Drago d'Oro 2015 come figuranti. L'anno 2017 si è aperto con una interessante collaborazione con 20th Century Fox per la promozione al cinema del film "Assassin's Creed". Era presente con desk e attività all’interno della mostra di Origins creata da Neoludica Game Art Gallery al Baluardo San Regolo sulle mura di Lucca.

L'Associazione vanta un centinaio di iscritti e la disponibilità di diverse scenografie a tema (l'Animus 2.0, la macchina volante di Leonardo, ecc..) e si pone come obiettivo una crescita esponenziale, mantenendo qualità ed armonia che da sempre la contraddistinguono. Web e info: www.accosplay.it

 

 SUL PALCO, tra quadri e proiezioni

L’ONDA LUNGA: dai manga di Hokusai ai videogame agli strumenti della musica popolare

Per il pubblico partecipante sul palco verrà allestita una mostra con le opere degli artisti di Game Art Gallery che daranno un apporto estetico-culturale ai contenuti narrati e sonori  e permetteranno ai partecipanti di ammirare e comprendere dal vivo cosa sono le Game Art e vedere gli strumenti musicali di Stefano Ravotti. Un corner particolare sarà dedicato all’arte di Assassin’s Creed ® con Ubisoft Italia.

Artisti in mostra: Samuele Arcangioli, Luca Baggio, Cristiano Bonora, Emanuele Bresciani, Ida Cirillo, Giulia Colombo, Francesco Delrio, Alessandro Dimauro, Valeria Favoccia, Federico Ferrarese, Claudia Gironi, Daniela Masera, Biancamaria Mori, Monique Pasini, Mauro Perini, Ivan Porrini, Giuditta Sartori, Filippo Scaboro, Cristian Scampini, Federico Vavalà.

 

Siti di riferimento:

www.neoludica.eu    www.acartrevolution.com    www.neoludica.blogspot.it 

www.e-ludo.it    www.lucatraini.blogspot.com

lunedì 8 giugno 2020

LA NUOVA SFIDA DEI BENI CULTURALI post lockdown tra analogico e digitale

 Ipotesi di futuro-presente con le tecnologie e i servizi di API Srl

 

In questi mesi di fermo forzato per le realtà museali ed espositive abbiamo fortunatamente potuto assistere a una mobilitazione verso il ‘virtuale’ che è altrettanto reale, ma si sposta dalla fruizione di persona a quella interagita con strumenti tecnologici.

Le Nuove Tecnologie, da oltre 20 anni insegnate nelle Accademie e nelle Università, stanno mutando il modo di produrre e fruire l’arte.

Avere tutta l’arte nel contemporaneo significa collegare la storia dell’arte e dei beni culturali alle nuove pratiche artistiche, che cambiano le estetiche contemporanee e modificano anche la divulgazione delle arti, dal cinema al videogame, dalle visite ai musei all’interazione del pubblico in remoto. Siamo fruitori di  un’arte diversa che dobbiamo ancora imparare a riconoscere.




 

Da mesi API Srl, una realtà milanese, stava lavorando a un progetto in questo senso, coi team di sviluppo che si occupano anche di IT per fiere e musei, con Neoludica Game Art Gallery che coniuga le arti contemporanee con quelle degli artisti digitalisti del XXI secolo. Proprio in questi ultimi due mesi API è pronta con l’offerta che mette al servizio degli operatori di beni culturali, ma non solo. Dopo un sondaggio anonimo condotto col pubblico (vedi immagine) e delle call dirette con sondaggi privati con direttori museali e responsabili di Fondazioni, API Srl ha potuto affinare le proposte per affiancare il lavoro tanto appassionato di chi si trova a gestire le arti con adeguate soluzioni tecnologiche.

Queste soluzioni sono dentro la crescita di un’azienda nata nel 1985 e diretta da Massimo Spica che oggi, oltre ai vari servizi per industria e settore pubblico, punta su nuove possibilità.

API Srl offre soprattutto realtà aumentata, realtà virtuale e gamification, in questa fase. Le tecnologie però sono un mezzo per raggiungere degli obiettivi. “Abbiamo pensato al mondo degli eventi -dice il direttore generale, come mostre, fiere, convegni, sfilate di moda… che da febbraio sono fermi e dove attraverso l’uso di tecnologie come Blockchain, Realtà Virtuale permettiamo agli organizzatori di svolgerle seguendo le indicazioni di distanziamento sociale, creando coinvolgimento ed emozione oltre che il contatto umano seppur a distanza. Un ulteriore sforzo interno riguarda i musei, l’arte e la cultura in generale dove applichiamo le stesse tecnologie per creare percorsi veri e propri di coinvolgimento e immersività nel realismo delle opere con ricadute anche sull’indotto che normalmente accompagna una visita fisica al luogo (https://api-arvr.com/cultura/). A questo si aggiunge la collaborazione con Neoludica che si occupa da 12 anni di arti digitali ma con una preparazione professionale di lettere e arti classiche tale da offrire una consulenza a 360° a Musei, Fondazioni, Gallerie, Archivi, ecc. La nostra carta vincente è un team interdiscipliare, per cui non si hanno solo servizi tecnici ma un tuttotondo di saperi umanistici e scientifici che fanno la differenza”.

Attingere alle esperienze di professionisti di vari settori, soprattutto quello della cultura e delle arti, è quello che contraddistingue API nel panorama delle aziende che offrono servizi di digitalizzazione al mondo dei beni culturali. Un mix di scienza e bellezza. Queste tecnologie sono nuovissime per il mercato industriale e API si sta reinventando un’ennesima volta con esse. “Pensiamo che il futuro sia adesso, conclude Spica, per questo ci appassiona metterci alla prova al servizio degli altri, per creare insieme nuovi disegni di futuro, un design thinking condiviso che è anche alla base del nostro processo di formulazione servizi”.

 

I servizi di API Srl per il mondo delle arti, delle fiere, dello showbiz:

App Augmented Reality, app VR, cataloghi in 3D, musei virtuali interattivi e spazi virtuali per mostrare opere a magazzino che così possono essere studiate,  gamification per processi di engagement, fiere e spettacoli virtuali, piattaforma per e-learning-webinar-workshop-corsi, eventi online.

https://api-arvr.com/cultura/

 

IL PROFILO DEL NUOVO CONSUMATORE DI BENI CULTURALI POST-LOKDOWN

API Srl ha realizzato, col contributo degli esperti di beni culturali al suo interno, un sondaggio anonimo col pubblico italiano a cui hanno risposto da tutta Italia e il risultato è ben illustrato da questa infografica che disegna il profilo del nuovo consumatore di beni culturali, diverso da come era prima del lockdown e molto propenso a continuare nella fruizione delle arti anche in remoto.

 

contatti:

API SRL

Via Leonardo Da Vinci, 97/E

20090 Trezzano S/N, MI - Italy

web: www.api-srl.com / www.api-arvr.com


lunedì 18 maggio 2020

VIDEOLUDICA: dal 20 maggio un nuovo format italiano per le game art e gli sviluppatori



Il mondo delle arti digitali e delle arti interattive non si è mai fermato neanche in questo momento.

Il nostro impegno per far conoscere i protagonisti delle Game Art continua, anche se le mostre e le fiere sono state rimandate in autunno.

Proseguiamo le pubblicazioni e le attività perché è importante avere attenzione per chi lavora nelle arti digitali, altrettanto importanti quanto le classiche.

Se vuoi scoprire come lavorano gli Artisti Digitalisti, cosa fanno gli sviluppatori e cosa sono le Game Art, seguici sui nostri canali social per entrare in diretto contatto con gli autori e scoprire gli eventi e gli interventi che E-Ludo Lab e Neoludica stanno portando avanti per il loro pubblico.


 Palinsesto
*dove non ci sono le date, saranno pubblicate a seguire

1.     Valeria Favoccia - 20/05 ore 19.00 su Instagram canale E-Ludo
2.     Federico Vavalà - 27/05
3.     Cristiano Bonora - 01/06
4.     Claudia Gironi - 03/06
5.     Detective Gallo (De Angelis Brothers) - 05/06
6.     Luca Baggio - 10/06
7.     Mauro Perini - 12/06
8.     Alessandro Dimauro - 17/06
9.     Federico Ferrarese 19/06
10. Francesco Toniolo 22/06
11. Iperurania Arts - 24/06
12. Aurelio La Ferla 26/06
13. Fabio Corica - 01/07
14. Christian Steve Scampini - 03/07
15. Andrea Dresseno - 08/07
16.  Ivan Porrini
17.  Francesco Delrio
18.  Samuele Arcangioli
19.  Daniele Masera
20.  Filippo Scaboro
21.  Daniele Bernalda
22.  Debora e Luca di Neoludica


Il primo appuntamento è con Valeria Favoccia a cui abbiamo fatto alcune domande.


1. chi sono e cosa faccio, ruoli e legame con Neoludica
Mi chiamo Valeria Favoccia, sono una disegnatrice di fumetti, illustratrice di giochi da tavolo e character designer. Con Neoludica mi occupo di condurre Workshop, interventi, live painting e progetti vari atti alla divulgazione del mio mestiere, di come è attivamente e costantemente contaminato dall'arte videoludica, della mia personale esperienza in campo videoludico (per quanto riguarda la parte artistica) ed inoltre educare, soprattutto i più giovani, al linguaggio del videogioco.
2. che tipo di game art/attività produco per me e per altri
Per quanto riguarda il campo della game art, sono conosciuta per lo più per i miei tributi (o fanart) che in alcuni casi mi hanno poi portata anche a lavorare ufficialmente per il titolo in questione (come nel caso di Assassin's Creed ®).
Ho collaborato anche con alcuni studi (come Invader Studios, per Nightmare 1998) in qualità di collaboratore esterno per il character design. 
3. come vedo l'arte digitalista in questo nuovo scenario culturale
Nel periodo storico in cui viviamo, credo sia parte integrante dell'arte per come viene tradizionalmente concepita, qualsiasi sia il mezzo ed il fine.
Nel nostro territorio sotto alcuni aspetti, è ancora un settore molto sottovalutato, ma credo che un pittore digitale non abbia nulla da invidiare ad un pittore tradizionale, in quanto condividono la stessa abilità, impegno e bagaglio culturale.
Sono contenta di fenomeni come Neoludica, perché la loro missione è proprio quella di far conoscere al pubblico ed agli appassionati questa corrente artistica.


L'arte è in Gioco! Seguici sui nostri canali per incontrare gli autori delle game art e dei videogiochi, E-Ludo Lab e Neoludica propongono la Game Culture da 11 anni con eventi e libri.



sabato 8 febbraio 2020

SCREENSHOT



Fotografie virtuali di Emanuele Bresciani e Immagini alla deriva di giovani artisti dell’Accademia G. Carrara di Bergamo e dell’Accademia di Belle Arti di Verona

Luzzana, Museo d’Arte Contemporanea – Donazione Meli – Ex chiesa di San Bernardino da Siena
Inaugurazione: sabato 8 febbraio 2020 ore 18.00
Apertura: 9-29 febbraio 2020
mercoledì ore 14.30-18.00; sabato 9.30-12.00; domenica 15.30-17.30



Emanuele Bresciani è un reporter da nuovi mondi, quelli virtuali, le cui mappe si propagano ogni giorno di più nelle cartografie terrestri, nella vita, nel lavoro, nell’arte. I suoi sono reportage nelle sterminate lande retroilluminate dei videogame dove andare attraverso lo schermo, lo specchio contemporaneo di Alice, e fare ritorno con la giusta provvista per la fame di immagini è obiettivo di un’operazione complessa ed esperta che non ha nulla da invidiare alla Fotografia con la “F” maiuscola cui siamo abituati da quasi due secoli. Emanuele è uno dei pionieri a livello mondiale di una nuova arte: la Virtual Photography, conosciuta anche come In-Game Photography.
La sua personale al Museo d’Arte Contemporanea-Donazione Meli di Luzzana, nella suggestiva sede distaccata dell’ex Chiesa di San Bernardino, è una prima mondiale che parla italiano. Come The Art of Games ad Aosta nel 2009 (con tanto di benedizione del CNR) da parte di Neoludica Game Art Gallery, progetto ideato e seguito da Debora Ferrari e Luca Traini (curatori del catalogo di questa mostra e alle cui esposizioni le foto di Bresciani sono sempre presenti), o la partecipazione della stessa alla Biennale d’Arte di Venezia del 2011. I lavori di Emanuele (in copertina uno splendido scatto da Uncharted 4sono le prime opere di Virtual Photography d’autore a essere esposte al di fuori dell’abituale circuito di fiere ed eventi strettamente legati al mondo dei videogiochi.


La Virtual Photography nasce come esperimento di riproduzione della fotografia classica all’interno dei mondi virtuali dei videogame tramite un software interno ai giochi stessi: il Photo Mode. In un’intervista rilasciata a Rolling Stone lo scorso anno l’artista ha descritto in modo efficace i suoi esordi e l’approccio a questa nuova tecnologia e alla sua estetica: “Nel 2004, su una Playstation2 all’avanguardia come non mai, un ispirato Kazunori Yamauchi decide di inserire per la prima volta in un videogioco un software capace di catturare immagini di gioco ricreando una macchina fotografica virtuale all’interno del suo capolavoro Gran Turismo 4. E’ stata una iniziativa pioneristica ed epocale, le cui ripercussioni sono tuttora presenti nell’hardware delle console Sony. Io c’ero, le mie foto piacquero agli amici e spopolarono nei forum di quel tempo, e quella è stata la mia prima esperienza con la Virtual Photography. Nel 2009, un giornalista della rivista Edge di nome Duncan Harris mise online un sito chiamato deadendthrills.com che mi appassionò e motivò a tal punto da mettere online un mio sito di in-game photography chiamato electricblueskies.com (2010-2016)”.
Un fenomeno diventato di massa negli ultimissimi anni, specie fra i giovani. Con l’avvertenza che, come per la fotografia in generale non basta avere in mano una macchina per diventare veri fotografi, per essere dei virtual in-game fotografi non è sufficiente congelare in uno scatto uno screenshot qualsiasi. Anche in questa dimensione virtuale bisogna saper cogliere l’attimo di una scena cruciale, l’istante e i chiaroscuri che rivelano la psicologia di un protagonista, il momento particolare di un’atmosfera che emana da una relazione fra personaggi o da un paesaggio che può anche esulare dal percorso abituale del gioco.


E Bresciani, acuto visitatore di questi mondi, è padrone assoluto di queste pennellature, dando vita a contenuti assolutamente unici e originali, spesso trascendendo il videogioco stesso e restituendo immagini a metà tra la fotografia, il dipinto a olio e l’artwork classico a matita o carboncino: “Uno scatto nasce da un insieme di fattori, il più importante dei quali è l’avere vissuto il gioco a tal punto da averne carpito l’anima e lo spirito più profondi. Diversamente dalla fotografia classica, che si basa sul cogliere un attimo irripetibile in un mondo in perenne movimento e mai uguale a se stesso, la Virtual Photography tende invece a condensare in uno scatto irripetibile un’esperienza lunga anche 50 ore. Perché solo dopo svariate ore in un gioco puoi cogliere le espressioni più singolari di un personaggio, animazioni uniche, piccoli tocchi di classe, dettagli di arredamento o elementi che risaltano particolarmente ad una specifica ora del giorno”.


La mostra è curata da Bruno Ghislandi, che ha inoltre seguito l’esposizione che accompagna le opere di In-Game Photography:  Immagini alla deriva di giovani artisti, progetto coordinato da Agustín Sànchez che vede protagonisti 62 studenti dell’Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo e dell’Accademia di Belle Arti di Verona, che espongono ciascuno uno scatto del viaggio che hanno intrapreso su Google Street View.


La creatività dei Virtual Photographer è arte, una ulteriore nuova arte all’interno delle Game Art che si stanno affermando nel XXI secolo. La sempre più stretta connessione fra nuove tecnologie e arte è un marchio decisamente Made in Italy pronto a sviluppare nuovi obiettivi e a superare nuove frontiere dentro e fuori lo schermo.

venerdì 15 novembre 2019

Neoludica a La Feltrinelli di Varese presenta la serie Arcade History di Daniele Bernalda



Presentazione dei due recenti libri Street Fighter e The King of Fighters
a cura di Debora Ferrari e Luca Traini, Trarari TIPI edizioni

sabato 23 novembre 2019 ore 11.30, ingresso libero


Neoludica ® Game Art Gallery propone la presentazione di due libri alla Libreria La Feltrinelli di Varese per discutere di Game Culture e arte e videogame. Tematica cara ai curatori che 10 anni fa hanno portato l’arte dei videogiochi in mostra coi beni culturali italiani in prima mondiale ad Aosta e poi nel 2011 alla 54.Biennale di Venezia  -con gli amici di E-Ludo Lab e tante università- per sdoganare il medium nel panorama internazionale. 
Durante la presentazione in Feltrinelli saranno esposte opere a tema di Filippo Scaboro, Monique Pasini, Alessandro Natella, Giulia Colombo, Giulio Di Salvo, Cinzia Coata, Marco D’Antino.

Nel 2017 il marchio Street Fighter ha compiuto i 30 anni di età. Con oltre trenta installazioni uscite in formato arcade dal 1987 al 2014, senza contare le decine di adattamenti domestici realizzati negli anni per home computers e console, questa mitica saga di combattimento si guadagna di diritto un posto d'onore nella Storia, rivaleggiando in termini di popolarità con altri grandi ed emblematici nomi dell'industria dei videogames, come Pac-Man, Donkey Kong, Mario, Bomberman, The Legend of Zelda, Final Fantasy, Castlevania e Metroid...
In questa opera, per la collana Game Culture Book, frutto di tre anni di duro ed appassionante lavoro, l’autore ha percorso, studiato e analizzato tutti gli episodi di Street Fighter usciti in formato arcade dalle origini fino alle più recenti installazioni, prestando inoltre una doverosa attenzione alle varie trasposizioni domestiche uscite per ogni singolo titolo nel corso di questi ultimi tre decenni.


È quasi inevitabile: pensando a Capcom, la prima cosa che viene in mente - perlomeno ai più - è Street Fighter; pensando ad SNK, sarà quasi certamente The King of Fighters... Indipendentemente da questo non si può negare che nel corso degli anni quello di The King of Fighters sia diventato il franchise più famoso e rappresentativo della storica azienda giapponese; vantando al suo attivo ben dieci episodi realizzati a cadenza annuale dal 1994 al 2003 sul glorioso sistema arcade “Neo Geo MVS”, più le successive installazioni ospitate su basi “Atomiswave” di Sammy e “Type X²” / “ Type X³” di Taito, senza poi contare l'enorme quantitativo di trasposizioni domestiche uscite negli anni per varie generazioni di console, questa serie è ormai vero mito ed istituzione nel mondo dei ‘VS Fighting’ games. Il libro vuole essere un sentito omaggio a questa incredibile saga di combattimento: un'analisi quanto più completa ed esaustiva di tutti gli episodi di The King of Fighters usciti in formato arcade dal 1994 al 2017, con in più un'attenta e dettagliata panoramica delle varie edizioni domestiche realizzate per ogni singolo episodio nel corso degli anni.

Daniele Bernalda (Varese, 1982) si definisce attento videogiocatore, rispettoso collezionista e nostalgico retrogamer. La folgorazione per i videogiochi avviene nel 1988, grazie al Nintendo NES e al gioco Super Mario Bros, oggetti delle meraviglie scoperti in pomeriggi giocosi e spensierati dal suo allora vicino di casa. Vive appieno ed intensamente l'era delle console ad 8 e 16 bit, nonché la grandiosa “Console War” fra Nintendo e Sega della prima metà degli anni '90. Il rivoluzionario cambiamento che scosse il settore dei videogames con l'avvento del 3D e delle potenti console a 32 bit lo delude e lo confonde, allontanandolo per molti anni dalla sua antica passione. Nel 2005 vi è il decisivo ritorno di fiamma, ancora grazie a Nintendo e alle sue console Nintendo 64 e GameCube. In quel periodo inizia con seria dedizione a collezionare materiale hardware e software, con un occhio di riguardo al settore del retrogame. Nel 2014, per diletto e spiccata predilezione, inizia a scrivere di videogiochi, con un'attenzione particolare al genere dei 'VS Fighting' games, accumulando nel tempo una notevole quantità di materiale scritto. Nel 2017 conosce le attività di Neoludica Game Art Gallery, con cui inizia una seria ed entusiasta collaborazione che lo porta infine a concretizzare la presente pubblicazione dedicata alla saga arcade di Street Fighter. Nel 2017 ha pubblicato delle recensioni sul volume BackUP L’ARTE è IN GIOCO vol.I edito da TraRari TIPI.

Il libro è ordinabile direttamente all'autore o agli editori e si trova sulla piattaforma di IBS.

Con Neoludica e Ubisoft anche la Virtual Photography di Emanuele Bresciani alla mostra ITALIAE. Dagli Alinari ai maestri della fotografia contemporanea

  FORTE DI BELVEDERE FIRENZE, dal 25 giugno al 10 ottobre 2021   a cura di  Rita Scartoni  e  Luca Criscenti , nata da un’iniziativa del  ...